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La storia della pallavolo

La nascita

William Morgan
William Morgan

I giochi con la palla, detti anche sferistici, risalgono al periodo greco e latino, anche se più antiche testimonianze si trovano addirittura nel periodo della Cina imperiale. In particolare, però, testimonianze di attività simili alla pallavolo sono state rilevate in Italia sin dal periodo medievale. Il merito di aver dato vita alla pallavolo moderna è, però, attribuibile al Professor William Morgan, insegnante di educazione fisica. Egli, presentatosi nell'inverno del 1895, ad una convention tra colleghi presso il college Ymca di Holyoke, Massachusetts, espose le caratteristiche del gioco di sua invenzione, ideato inizialmente per tenere in forma i giocatori di altre discipline, quali il rubgy ed il baseball.

Il Professore acquisì alcune regole prendendo spunto dal gioco del tennis, e altre le ideò ex novo. Ad esempio, al posto delle racchette era necessario utilizzare esclusivamente le mani e il numero dei tocchi poteva essere infinito. L'incontro, proprio come il tennis, si suddivideva in set, ed i giocatori per ogni squadra erano 5, disposti su un terreno di gioco di 18.30 x 10.62 metri. La rete era posta all'altezza di 1.98 metri dal suolo (6 piedi e sei pollici). Non esisteva un pallone adatto per questa disciplina ma la Spalding si offrì di realizzarne un prototipo, che è rimasto sostanzialmente identico fino ai giorni nostri.

Il giorno 6 febbraio 1896 Morgan diede la prima dimostrazione pubblica del gioco, che fu chiamato "Mintonette" (derivante dal badminton), un gioco con la palla che veniva praticato nel 1700 dalla nobiltà francese. Questa disciplina sconvolgeva i canoni sportivi prima d'ora maggiormente apprezzati, privilegiando l'agilità, la prontezza di riflessi e la concentrazione rispetto alla pura forza fisica.

Inizialmente la Minonette non riscosse grande successo ma lentamente, diffondendosi all'interno degli istituti Ymca, in particolare Springfield, iniziò la sua ascesa verso il successo. Alfred Halstead, il Supervisor del College di Springfield, convinse Morgan a modificare il nome in "Volley-ball", tradotto poi in italiano come pallavolo. "Volley", in inglese, sta per colpo violento, oppure raffica.

La diffusione

Il gioco iniziò così a diffondersi con sempre maggiore rapidità. A partire dal 1898, preziosa fu l'opera di Elwood Brown, docente specializzato di educazione fisica dell'Ymca di Manila (Filippine) che, resosi conto che le caratteristiche fisiche degli asiatici ben si confacevano al gioco della pallavolo, cominciò a diffondere il nuovo sport tra gli indigeni e i soldati americani di stanza alle Filippine. Da qui, il successo in Asia fu sempre maggiore: dapprima i cinesi, poi i coreani ed infine i giapponesi si cimentarono nel volley ottenendo ottimi risultati.

Una partita di pallavolo nel 1919
Una partita di pallavolo nel 1916
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La pallavolo si diffuse rapidamente anche in tutto il continente Americano, ma è nell'America latina che trovò più appassionati. In Europa, si fece conoscere grazie ai militari americani sbarcati lungo le coste di Bretagna e Normandia durante la Prima Guerra Mondiale. George Fisher, segretario dell'Ymca War Work Office, inserì infatti il gioco nei programmi ricreativi dell'esercito, consegnando alle truppe un totale di circa 16.000 palloni. Da quel momento in poi la pallavolo si diffuse in tutta Europa. In Italia, le cronache menzionano per la prima volta questo sport nel 1917 a Porto Corsini, vicino Ravenna, dove, un gruppo di militari americani, mostrò agli abitanti il nuovo gioco. In quegli anni, dapprima in Europa Occidentale e poi in Europa Orientale, la pallavolo si espanse e raggiunse il suo culmine in Russia, dove fece registrare un successo senza precedenti, grazie anche alla possibilità di essere giocato indoor.

E' proprio in questo periodo che si iniziarono ad istituire delle nuove regole di gioco. Negli Stati Uniti i giocatori in campo dovevano essere 6, a differenza delle competizioni asiatiche, in cui il numero poteva giungere fino a 15-16 giocatori per squadra. Nel 1920 si stabilì che il numero massimo di tocchi, prima di poter inviare la palla nel campo avversario era di tre. Nel 1938 nasce il muro e nel 1950 il bagher, che in ceco significa "cucchiaio" (secondo una leggenda, pare che ad ideare questo fondamentale sia stato un giocatore a cui mancavano alcune dita delle mani e che, quindi, si era ingegnato per trovare un'alternativa al palleggio).

Dopo un periodo difficile, dovuto al secondo conflitto mondiale, quindici paesi si riuniscono per creare una Federazione Internazionale, avente il compito di creare una serie di regole uniformi per tutti. Siamo nel 1947 e le nazioni rappresentate sono: Belgio, Brasile, Cecoslovacchia, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Iugoslavia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Ungheria, Uruguay, Usa. Più avanti vi aderiranno anche Unione Sovietica, Giappone, Bulgaria e Repubblica Democratica Tedesca. Tra i paesi facenti parte della Federazione vi è, come notiamo, anche l'Italia che, proprio l'anno precedente, aveva costituito a Bologna la FIPAV. E proprio nel 46 che si istituì il primo Campionato Italiano, vinto da Ravenna e da lì dapprima in tutta l'Emilia Romagna (nei dopolavoro ferroviari, nei cortili, negli oratori,...) e poi in tutta l'Italia Settentrionale.

Nell'anno 1948 Roma fu l'organizzatrice del primo Campionato Europeo, vinto dalla Cecoslovacchia. Nel 1949, a Praga vennero organizzati i primi Campionati Mondiali, vinti dall'Unione Sovietica. Nel 1955 la FIPAV viene riconosciuta dal CONI, ma bisogna aspettare gli anni '60 prima di avere il salto di qualità dei nostri atleti. Dal 1964 in avanti la pallavolo fu compresa tra le discipline olimpiche.

Sintesi delle tappe più importanti che hanno segnato l'evolversi della pallavolo

Fonte: Wikipedia

  • 1895: Invenzione del volley-ball (che in Italia prenderà il nome di pallavolo) da parte del prof. William Morgan. La palla viene giocata con le mani; il numero dei tocchi è infinito; l'incontro si gioca a set, come nel tennis; la durata del set è in relazione al numero dei giocatori; la rete è alta 2 metri e il campo misura 18,30 x 10,62 metri.
  • 1900: La durata del set viene fissata in 21 punti e la rete alzata a 2,13 metri; viene costruito circa in questo periodo un pallone quasi simile a quello attuale, da 62 a 69 cm di circonferenza e da 240 a 300 grammi di peso; la palla è buona anche se tocca la riga che delimita il campo, mentre non lo è se tocca un oggetto fuori dal campo.
  • 1912: Viene introdotta la rotazione obbligatoria dei giocatori; la rete viene portata a 2,28 metri mentre il numero dei giocatori varia da nazione a nazione.
  • 1913: Si svolgono i primi giochi asiatici con Cina e Filippine, con il sistema a 16 giocatori per squadra.
  • 1914: L'Inghilterra è il primo paese europeo ad adottare la pallavolo.
  • 1917: La rete viene posta a 2,27 metri mentre il set finisce a 15 punti; le squadre sono composte di 6 giocatori con possibilità di sostituzioni; le gare si giocano al meglio dei 2 set su 3; l'unico arbitro svolge anche le funzioni di segnapunti.
  • 1917: In Italia appare per la prima volta questo nuovo gioco.
  • 1921: Viene introdotta la linea centrale (quella che attualmente separa il campo di una squadra, i cosiddetti "tre metri"). Nei Giochi dell'Estremo Oriente, svoltisi a Shangai, si gioca con il sistema a 12 giocatori anziché a 16.
  • 1922: Il numero dei tocchi di palla è limitato a 3; i giocatori di seconda linea (quelli che stanno dietro i "tre metri") non possono schiacciare.
  • 1923: La pallavolo entra in Africa, attraverso l'Egitto, la Tunisia ed il Marocco, ed in Russia. Il campo viene ridotto a 18,28 m x 9,14 m (due quadrati uguali).
  • 1924: Ai Giochi Olimpici di Parigi, la pallavolo è sport dimostrativo. In Giappone viene adottato il sistema dei 9 atleti per squadra, con 21 punti per set, senza rotazione. Tale sistema verrà abbandonato solo nel 1947 nel momento della fondazione della Federazione Internazionale.
  • 1925: Nasce la regola che per vincere un set, la squadra deve acquisire almeno un distacco di due punti (15-13; 17-15; 20-18....).
  • 1936: Ai Giochi Olimpici di Berlino, su proposta della Polonia, si forma un Comitato per la costituzione della Federazione Internazionale, comprendente 13 Federazioni europee, 5 dell'America e 3 dell'Asia.
  • 1938: Mentre prima si difendeva e basta, ai giocatori ora è permesso "murare" chi schiaccia.
  • 1947: A Praga viene fondata la Fédération Internationale de Volleyball (FIVB). A Parigi (dal 18 al 20 aprile, con la partecipazione di Belgio, Brasile, Cecoslovacchia, Egitto, Francia, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Ungheria, Uruguay, Usa e Yugoslavia) si tiene il primo Congresso della FIVB e viene ufficialmente approvato il primo regolamento internazionale che unifica le regole di gioco europee e quelle americane. Viene anche eletto il primo presidente della FIVB, il francese Paul Libaud, che governerà la pallavolo mondiale fino al 1984.
  • 1948: Si svolge a Roma il primo Campionato europeo.
  • 1949: Si svolge a Praga il primo campionato mondiale.
  • 1953: La nazionale maschile del Giappone partecipa ai campionati Usa adottando il sistema a sei giocatori.
  • 1955: Il CONI riconosce la Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV) come membro effettivo.
  • 1957: A Sofia il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) riconosce ufficilamente la FIPAV.
  • 1964: La pallavolo esordisce ufficialmente a Tokio nei giochi olimpici; modifica del regolamento riguardante il muro: è permesso ora oltrepassare il prolungamento immaginario del piano della rete; al muro sono concessi due tocchi consecutivi (cioè, chi fa muro e tocca la palla che viene schiacciata può rigiocarla subito).
  • 1965: Viene abolito il fallo di "velo".
  • 1971: La FIVB organizza in Giappone il primo corso internazionale per allenatori, a cui partecipano 49 tecnici provenienti da 13 paesi.
  • 1974: Vengono proposte due modifiche alle regole di gioco da attuarsi dopo le Olimpiadi del 1976: una delle regole nuove consiste nel non considerare il primo tocco del muro: praticamente, se il muro tocca la palla che viene schiacciata, la squadra che difende può rigiocarla sempre utilizzando i tre tocchi. La seconda modifica riguarda la posizione delle antenne che dovranno trovarsi esattamente sul prolungamento della banda laterale.
  • 1982: Viene ora considerato valido l'attacco della seconda linea quando, pur staccando il giocatore dalla zona d'attacco (prima linea), il pallone viene intercettato da un muro invadente. Per quanto riguarda la tecnica, si nota un incremento delle battute di forza utilizzate, nei finali di set, in alternanza alle battute a foglia morta per rendere più difficile la costruzione del gioco veloce.
  • 1984: Modifiche importanti alle regole di gioco:
    1. Non si può fare muro o attaccare direttamente contro la palla inviata con il servizio;
    2. Il giocatore di seconda linea che fa un'azione d'attacco dalla zona d'attacco (prima linea) o dal suo prolungamento immaginario, commette fallo;
    3. Non esiste fallo di doppio tocco durante il bagher di ricezione o di difesa (quest'ultimo caso è valido solo se la palla arriva direttamente e non dopo aver toccato il muro)
    Appare il sistema 5-1 (un solo alzatore) al posto dell'usuale 4-2. Il Congresso Mondiale elegge il nuovo Presidente della FIVB Ruben Acosta, avvocato messicano. Il Francese Libaud è nominato presidente onorario. Gli uffici della FIVB vengono trasferiti da Parigi a Losanna (Svizzera). 156 sono le Federazioni Nazionali affiliate alla FIVB. 90 milioni sono i praticanti nel mondo.
  • 1988: Vengono introdotte due importanti modifiche alle regole di gioco, al fine di contenere la durata degli incontri entro un certo limite: ogni set termina al 17° punto, anche se le squadre si trovano sul 16 pari; il 5° set viene giocato con il sistema del tie-break in cui ogni errore viene considerato punto. Altra modifica del regolamento riguarda il comportamento degli atleti e degli allenatori: l'allenatore può parlare con i propri giocatori anche durante il gioco purché non si alzi in piedi, mentre le riserve possono stare ai bordi del campo (lontano dal rettangolo di gioco) purché dimostrino di riscaldarsi; esse possono fare il tifo e parlare con i compagni che stanno giocando.
  • 1990: La FIVB introduce qualche correttivo alle regole di gioco:
    1. Quando il muro trasporta la palla verso la direzione opposta da dove è provenuta bisogna sanzionare il fallo di trattenuta: il tocco deve essere netto e non accompagnato;
    2. Quando su pallonetto si accompagna la palla con l'avambraccio o con il braccio bisogna sanzionare il fallo di trattenuta o accompagnata;
    3. Maggiore severità nel giudicare il palleggio dell'alzatore durante il salvataggio delle palle che, per effetto di una ricezione imprecisa, stanno andando nel campo avversario;
    4. Maggiore permissività nel giudicare il bagher di ricezione o di difesa.
    Ad Osaka si svolge la prima edizione della manifestazione denominata World League maschile.
  • 1992: Il Congresso mondiale FIVB stabilisce alcune modifiche alle regole di gioco:
    1. Il sistema di gioco nel 5° set (tie-break) non prevede più il limite massimo di 17 punti, ma a 15 o oltre deve esserci un distacco di almeno due punti (15/13; 16/14; 17/15; 18/16; 19/17; 20/18; ecc.);
    2. Si agevola la difesa permettendo la possibilità della "doppia" al primo tocco di squadra purché non in palleggio.
  • 1994: La FIBV apporta alcune modifiche regolamentari:
    1. La palla può colpire qualsiasi parte del corpo; è possibile perciò anche calciarla.
    2. La zona di servizio è estesa per tutti i 9 metri oltre la linea fondo.
    3. Il "primo tocco" di squadra è sanzionato solo se la palla viene bloccata o lanciata (tipo pallamano).
  • 1996: Nella VII edizione della World League vengono introdotti i cosiddetti "tempi di riposo tecnici" a 5 e 10 punti di ogni set ad esclusione del 5° set. Il Congresso Mondiale approva altre proposte di modifiche regolamentari:
    1. La palla che attraversa la rete fuori dallo spazio di passaggio, può essere recuperata nella zona libera opposta;
    2. La mano, al pari del piede, può toccare il campo avverso fintanto che non oltrepassa completamente la linea centrale;
    3. I provvedimenti disciplinari (avvertimento, penalizzazione, espulsione) restano in vigore per tutta la gara per eventuali recidive, quindi non decadono più alla fine di ogni set;
    4. Le linee d'attacco sono prolungate di metri 1,75 con linee tratteggiate di cm. 15, distanti 20 cm. una dall'altra;
    5. Il pallone deve essere gonfiato ad una pressione più bassa (0,30 - 0,325 Kg/cm2).
  • 1997: È operativo il cosiddetto "Libero". Il libero è autorizzato a sostituire qualsiasi giocatore difensore. La sua prestazione è limitata come giocatore difensore e non gli è permesso di completare un attacco da qualsiasi posizione (includendo terreno di gioco e zona libera), se al momento del tocco la palla è completamente al di sopra del bordo superiore della rete. Egli non può servire, murare o tentare di murare.
  • 1998: Rispetto alle precedenti norme viene abolito il cambio-palla: dalla stagione 1999/2000, in tutti i campionati di qualsiasi serie e categoria viene adottato il nuovo sistema di gioco (Rally point system). Per ogni azione è assegnato un punto, sia che la vinca la squadra al servizio che quella in ricezione. In questo secondo caso, oltre a conquistare il punto, la squadra acquisisce anche il diritto a servire ruotando di una posizione in senso orario. La formula di gioco è al meglio di 3 set vinti su 5. Nei primi quattro set, vince la squadra che conquista 25 punti con uno scarto di almeno 2 punti. In caso di parità 24-24, il gioco continua fino a che una squadra non conquista i 2 punti di vantaggio, senza limiti di punteggio (26/24, 27/25,....). A parità di set vinti, 2-2, il set decisivo (5°) è giocato a 15 punti con uno scarto di almeno 2 punti, senza limiti di punteggio (16/14, 17/15, ...).

Cambia anche il punteggio di classifica:

3 punti alla vittoria per 3-0 e 3-1
2 punti alla vittoria per 3-2
1 punto alla sconfitta per 2-3
0 punti alla sconfitta per 1-3 e 0-3

Viene confermata l'applicazione della regola del "Libero" in tutti i campionati di qualsiasi serie e categoria (tranne nei Campionati Under 14 M/F, Under 15/F e Under 16/M).

Un'altra variazione importante riguarda il fondamentale della battuta: nell'attraversare la rete, la palla può toccarla (il tocco della rete da parte della palla dopo la battuta non è, quindi, più considerato fallo). L'allenatore può dare istruzioni di gioco agli atleti stando in piedi o muovendosi nella zona libera davanti alla propria panchina, dal prolungamento della linea di attacco all'area di riscaldamento, senza disturbare o ritardare il gioco.

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